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Ma che scempio la riforma sanitaria approvata da Fontana & C. -Si vergognino dopo le migliaia di morti covid a presentare questa proposta di progetto di legge!

31 Agosto 2021   Notizie
 

«Quella di Moratti e Fontana è una controriforma. Invece di cambiare integralmente il sistema, e adeguarlo ai bisogni concreti di assistenza dei lombardi, si privilegia la burocrazia delle ATS per favorire il privato e frenare la sanità pubblica. Serviva una radicale innovazione del sistema e una ristrutturazione generale; è stato elaborato qualche misero ritocco che non risolverà i problemi di una sanità territoriale mai fino ad ora considerata. Evidentemente questo centrodestra non intende garantire la salute ai lombardi negli anni a venire. La nuova sanità Lombarda nasce già vecchia» le parole di Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S.

Una non riforma che non affronta i veri problemi della sanità lombarda: bocciatura su tutta la linea da parte del consigliere regionale PD Samuele Astuti nei confronti della revisione della legge 23 presentata ieri, 22 luglio 2021, dal governatore Attilio Fontana e dalla vicepresidente e assessore al welfare Letizia Moratti. «Le risorse sono solo nazionali, sul ruolo dei privati non c’è una correzione di rotta e sulla confusione di competenze tra Ats e Asst è addirittura peggio di prima».

Quella di Moratti e Fontana è una non riforma, non sono stati affrontati i nodi veri e i problemi della sanità lombarda rimarranno identici è proprio vero che il Covid non ha insegnato nulla. Partiamo dalle risorse, che sono esclusivamente nazionali, vincolate alla realizzazione del PNRR, il che conferma che Moratti e Fontana apportano solo i cambiamenti obbligatori o quelli per i quali sono stanziate risorse, senza cambiare il disegno complessivo».

Privati senza freni

Sono diversi i temi su cui ci si aspettava ben altre risposte. Un esempio  è il ruolo dei privati, a cui in Lombardia dai tempi di Formigoni è permesso fare ciò che meglio credono, senza una vera programmazione da parte della Regione, che si limita a pagare. Contavamo su una correzione di rotta, che era stata pure annunciata, ma evidentemente in giunta è passata la linea Moratti: nessun obbligo per i privati di erogare anche le prestazioni meno remunerative, in compenso potranno aprire le case di comunità, per le quali ci sono ingenti stanziamenti statali. Nella riforma Maroni, almeno, eravamo riusciti a introdurre l’Agenzia dei controlli sulla sanità, che era un organismo pensato come terzo e indipendente: non solo non viene potenziata, ma addirittura si prova a minarne l’indipendenza.

Ats-Asst: rimane la confusione

Anche sul lato dell’efficientamento le novità non sono positive, perché, per esempio, alle ATS vengono tolte le cure primarie, che ne erano un loro elemento fondamentale, ma non è stata prevista alcuna razionalizzazione. Meno compiti ma non meno poltrone, per dirla in modo estremamente chiaro, e questa è una vittoria della Lega che è specializzata nel controllo del territorio attraverso i ruoli pubblici assegnati discrezionalmente dalla politica. Peraltro, alla fine, Moratti e Fontana non sono riusciti nemmeno a risolvere la confusione di competenze tra ATS e ASST, che era un problema notevole della riforma Maroni, e addirittura la aumentano sulla prevenzione. Detto ciò, rimangono ancora da fare le scelte che toccano la carne viva, come l’istituzione delle nuove aziende ospedaliere, che verranno rimandate a dopo le elezioni del 2023, perché su questo il centrodestra rischia di davvero di spaccarsi.

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