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Assegno unico per i figli: tanto per non farsi illusioni !

5 Giugno 2021   Notizie
 

L’assegno unico per i figli e la misura ponte

Da un minimo di 30 a un importo massimo mensile di 167,5 euro per ciascun figlio. È la misura ponte per l’assegno unico, approvata dal Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio del 4 giugno e valida a partire da luglio fino a dicembre 2021 per chi non goda già di assegni familiari. Ne avranno diritto i nuclei fino a 50 mila euro di Isee. Come previsto dalla Delega, l’importo dell’assegno è identico per il primo e il secondo figlio. Invece, nel caso di nuclei in cui sono presenti più di due figli, l’importo di base viene maggiorato del 30% su ciascun figlio. Questo implica che l’importo massimo mensile raddoppia a 335 euro per famiglie con 2 figli, ma più che triplica a 653 euro mensili per famiglie con 3 figli. Le famiglie con Isee fino a 7.000 euro avranno 217,8 euro a figlio se hanno almeno 3 figli. Per chi ha figli disabili sono previsti 50 euro in più.

Il debutto dell’assegno unico per i figli, pilastro del family act, la riforma pensata per spingere gli italiani a fare più figli, avverrà dal primo luglio come promesso. Anche se in forma ridotta. Ovvero solo per chi attualmente non può usufruire dell’assegno familiare, quindi lavoratori autonomi ma anche disoccupati che hanno finito la Naspi, incapienti e inattivi. Rientrano nella norma ponte anche i lavoratori dipendenti oggi esclusi dagli assegni al nucleo per ragioni di reddito familiare (livello e composizione) e i beneficiari del reddito di cittadinanza che non percepiscono l’assegno familiare. Una platea di oltre due milioni di persone che fino ad oggi, al massimo, poteva usufruire solo delle detrazioni per i figli a carico dalla dichiarazione dei redditi. Il consiglio dei ministri di ieri ha varato la misura temporanea, una norma “ponte”che coprirà il secondo semestre del 2021 (dal primo luglio al 31 dicembre) intanto che, dal primo gennaio 2022 la riforma sarà a regime per tutti.

Ed ecco la chicca di Draghi… per i suoi sostenitori… 

L’assegno – come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all’Isee. Secondo lo scenario prospettato l’80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un’Isee sotto i 30 mila euro. L’importo dell’assegno diminuisce se si alza l’Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all’anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all’anno.

La solita fregatura…………..

L’allarme dei Caf

Intanto è già allarme Caf sui servizi ai contribuenti. Uno dei passaggi chiave per chi avrà diritto all’assegno unico anche in versione “ponte” è infatti strettamente legato al calcolo del valore Isee del nucleo familiare. E la scadenza ormai vicina del primo luglio ha fatto letteralmente lievitare le richieste di assistenza da parte di cittadini e autonomi a tal punto che la stessa consulta dei Caf nei giorni scorsi ha scritto alla ministra Bonetti, al ministro Andrea Orlando (Lavoro) e al presidente dell’Inps Pasquale Tridico evidenziando che dall’inizio dell’anno i modelli elaborati sono stati 5,7 milioni con un incremento rispetto all’anno precedente del 26 per cento.

ECCO LA TABELLA DELL’ASSEGNO UNICO: CONTROLLA!!!!!!!!!

La volontà politica più volte ribadita è quella di sbandierare lo start già dal prossimo 1° luglio, il che qualche dubbio tecnico lo comporta, non tanto per l’approvazione in sé dei decreti attuativi, quanto per gli oltre 7 milioni e mezzo di famiglie potenzialmente beneficiarie del contributo: riusciranno tutte entro luglio a farsi fare l’Isee ai fini dell’erogazione? Nel frattempo, comunque, alcune informazioni basilari per tratteggiare sommariamente la natura dell’Assegno possiamo darle.

Cos’è l’Assegno unico?

Abbiamo detto che è stato istituito con la Legge Delega 46/2021 dello scorso 30 marzo, dopo che già a dicembre la Legge di Bilancio ne aveva stabilito la copertura finanziaria; il resto lo faranno appunto i diversi decreti ministeriali. Sostanzialmente l’Assegno, da quando andrà a regime, manderà in pensione sei attuali misure a sostegno delle famiglie (più avanti vedremo quali) a fronte appunto di un assegno unico destinato a tutti i figli a carico dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno. Il godimento dell’assegno potrà essere applicato in due modi: o sotto forma di erogazione mensile (come avviene ad esempio per il Bonus Bebè) oppure sotto forma di credito d’imposta (quindi in quel caso bisognerà attendere la dichiarazione dei redditi). Dal momento che per usufruire dell’Assegno è prevista la presentazione dell’ISEE, una parte dell’importo spettante (da stabilire coi decreti attuativi) varierà a seconda dell’indicatore economico. È comunque plausibile – ipotesi nostra – che anche non presentando l’ISEE si potrà comunque aver diritto al minimo importo previsto (anche questa regola sarebbe “importata” dal Bonus Bebè). Ultima notazione: l’Assegno sarà comunque compatibile con eventuali altri assegni regionali o locali e con il reddito di cittadinanza.

Chi avrà diritto all’Assegno unico?

L’Assegno sarà destinato a qualunque famiglia abbia al suo interno dei figli a carico (di base ragazzi senza reddito o con un reddito lordo fino a 4.000 euro, oppure a 2.840,51 euro se maggiori di 24 anni). Questo, quindi, è il primo requisito fondamentale per goderne: la presenza di figli fiscalmente a carico. Va però specificato che i figli non saranno l’unica variante decisiva per stabilire l’importo dell’Assegno, che infatti sarà il risultato di due quote distinte: una fissa, uguale per tutti, legata appunto a ciascun figlio, e l’altra variabile in base alla composizione del nucleo e quindi in base al valore ISEE.

Cosa sostituisce l’Assegno unico?

Come già abbiamo accennato, l’Assegno unico si impadronirà di tutta la scena relativa agli aiuti economici alle famiglie con figli. La sua entrata in vigore prevede infatti il superamento e la soppressione di sei misure già esistenti, queste:

  1.  le detrazioni fiscali per i figli a carico, che attualmente non raggiungono gli incapienti Irpef;

  2. gli assegni al nucleo familiare per figli minori, destinati ai soli lavoratori dipendenti (non ne beneficiano i lavoratori autonomi), per i quali ogni anno va rinnovata la domanda;

  3. gli assegni al nucleo per le famiglie numerose che viene erogato per 13 mesi a partire dal terzo figlio in caso di ISEE inferiore a 8.788,99 euro;

  4. il Bonus Bebé;

  5. il premio alla nascita;

  6. il fondo natalità per le garanzie sui prestiti.                                                                                                                                                                                                                                                      ORA CHIEDITI… ALLA FINE… E’ UNA RIVOLUZIONE PER GLI ALLOCCHI ? CHI GUADAGNA ?                                                                                                                                            E’ UNA ULTERIORE DIVISIONE TRA LAVORATORI CHE SI TROVANO IN SITUAZIONI FAMIGLIARI E DI VITA TRA LORO DIFFERENTI.