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Infermieri Cremona: altro che eroi, sono schiavi della reperibilità.

21 Giugno 2020   Confsal Cremona
 

LA QUESTIONE!

Il servizio di pronta disponibilità presso il servizio di pronto soccorso dell’azienda sanitaria, ospedale di Oglio Po, è suddiviso in due tipologie di reperibilità.

– Reperibilità “di seconda” per trasporti programmati per effettuare esami specialistici di pazienti ricoverati presso altre unità operative (esami invasivi che necessiterebbero della presenza del medico es. coronarografie o angiografie).
Questa tipologia di reperibilità si articola in due spezzoni: mattino dalle ore 7 alle ore 14 e pomeriggio dalle ore 14 alle ore 19, da lunedì a venerdì.
Annotiamo che l’infermiere reperibile di seconda impegnato nella reperibilità al mattino, prende successivamente servizio ordinario di lavoro dalle ore 14 alle ore 21, rischiando, a volte, di lavorare anche 14 ore consecutive.

La situazione è ancora più grave per l’infermiere che prende incaricato del servizio AREU SUEM 118, poiché rischia un’uscita a ridosso del cambio turno per rientrare di nuovo in servizio anche
oltre le ore 21 (come già capitato). Inoltre, se il reperibile di seconda del mattino è un addetto al SUEM 118 e tarda nel rientro, obbliga il collega del SUEM 118  (che deve  smontare dal servizio ad attenderlo pur non essendo reperibile.

Tutto questo accade per pazienti considerati NON URGENTI e NON IN CARICO AL SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO, MA A CARICO DI ALTRI REPARTI.

E’ bene sapere, inoltre, che tali reperibilità di “seconda” NON VENGONO MENZIONATE SUL PIANO ANNUALE DI PRONTA DISPONIBILITA’ che Asst di Cremona a l’obbligo di predisporre ad inizio di ogni anno solare.

-Reperibilità “di prima” per trasporti secondari urgenti.
Sono articolate in tre spezzoni: ore 8-14, ore 14-20, ore 20-8. Queste vengono articolate tra un turno del mattino ed il turno del pomeriggio del giorno seguente oppure tra due turni di mattinali consecutivi.
In caso di attivazione non vengono garantite le 11 ore di riposo tra la fine della missione e l’inizio del turno come la legge prevede.
Ad esempio, il reperibile di notte, attivato tra le ore 3 e le ore 4 del mattino, che rientra in ospedale ben oltre il suo orario di fine reperibilità, assume successivamente il proprio servizio normale, ugualmente, nel pomeriggio, così come  il reperibile pomeridiano che rientra da un trasporto oltre le ore 20 poi si trova costretto a prendere servizio la mattina alle ore 7.

Il contratto nazionale di lavoro del comparto sanità prevede che la pronta disponibilità (reperibilità) sia programmata e prestata esclusivamente in orario notturno per sette giorni ( mai in orario diurno nei giorni feriali da lunedì a sabato).

Per il pronto soccorso di Oglio Po , contravvenendo il contratto nazionale di lavoro, le pronte disponibilità sono articolate per 24 ore al giorno per 7 giorni.
SEMPLICEMENTE ILLEGITTIMO E VERGOGNOSO !   CLICK leggi

La normativa prevede non più di  n. 6 pronte disponibilità al mese per ogni operatore mentre per il pronto soccorso di Oglio Po sommando “prima” e “seconda” reperibilità, il personale se ne ritrova a svolgere e fronteggiare oltre 10 al mese .

Infine il paziente prima di essere trasportato viene valutato dall’anestesista di guardia che compila uno score (RSTP). In base al punteggio che ne emerge decide la presenza a bordo di
medico rianimatore oppure medico internista o solo infermiere.
Nota dolente è che una buona parte dei viaggi secondari urgenti viene effettuata senza la presenza del medico,obbligando l’infermiere ad accompagnare pazienti affetti da patologie potenzialmente evolutive (nella fattispecie ci si riferisce ad emorragie od ischemie cerebrali).

Questa situazione insopportabile per gli operatori sanitari infermieri e le loro famiglie, congiuntamente all’utilizzo del personale OSS che viene trasferito da un reparto all’altro ed è coinvolto anche in una reperibilità per la camera mortuaria (sic!), ha portato il sindacato Fials-Confsal ad impegnarsi in una vertenza con l’azienda sanitaria di Cremona per chiedere l’applicazione del contratto nazionale, niente di più.

Bene, dopo due incontri anche nella Prefettura di Cremona, l’azienda non ha voluto sentire ragione e si è giunti ad un primo sciopero del lavoro straordinario a ridosso della epidemia da coronavirus che poi è stato coscienziosamente sospeso.
Il 28 maggio è stato proclamato un altro sciopero di 30 giorni riguardante le prestazioni straordinarie che scaturiscono anche dalla pessima articolazione del servizio di pronta disponibilità.

Anche in questo caso l’azienda oltre a non voler ritornare sui propri passi ha posto in atto un atteggiamento contrapposto allo sciopero tanto è vero che è intervenuta la Commissione di Garanzia a riprendere l’azienda per la prassi posta in atto sostanzialmente contro lo sciopero. Si è fatto uso oltre che di illegittime modalità anche di messaggi subliminali di certi superiori gerarchici che si stanno valutando anche a fini giudiziari.
Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito e nessuno, nell’ambito delle leggi che lo regolano, può contrapporvisi!
Non il caposala, non il direttore di presidio, non l’ufficio che coordina gli infermieri: lo sciopero è tutelato anche dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori di cui proprio quest’anno ricorre il 50esimo della sua promulgazione.

Insomma, il grido di stanchezza che proviene dagli operatori sanitari, dopo anni di violazione delle norme contrattuali non può essere taciuto oppure soppresso con la prepotenza, ma deve trovare una sua dignitosa composizione con l’applicazione delle norme contrattuali vigenti anche nell’interesse dei pazienti. Un operatore stanco,infatti, può commettere più facilmente errori anche gravi a danno dei pazienti !

Battere le mani e le padelle sui balconi chiamando eroi gli operatori sanitari è semplicemente risibile!

Sarebbe opportuno affiancarli e levare alta la protesta in difesa della loro stessa vita e quella delle loro famiglie: Istituzioni e Cittadini intendano…

Di tutto ciò si è interessata anche la Commissione di Garanzia per il diritto di sciopero che in una nota ha chiesto notizie ad Asst di Cremona oltre a darle una “bella lezione” sul diritto di sciopero e sull’applicazione dei contratti di lavoro.
Chi non applica i contratti di lavoro ed alimenta così lo scontro sociale è passibile di interventi da parte della stessa Commissione di Garanzia. CLICK LEGGI