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La genialità della Trimurti e del Padrone… leggere per credere!

14 Giugno 2020   Notizie
 

Vi avevamo già informati circa le motivazioni per cui Confsal-fials non ha sottoscritto il verbale di confronto regionale – accordo unitario del 26 maggio 2020.

Unicamente a motivo della denuncia di Confsal-Fials, CGIL CISL E UIL  (la Trimurti sindacale) ha dovuto retrocedere rispetto all’accordo  sottoscritto qualche giorno prima con  la sua “affettuosa Lombardia”

la Trimurti sindacale è dunque corsa ai ripari e in data 12 giugno ha escogitato una brillante soluzione concordata con “Lombardia” .

Buona lettura con l’auspicio di tante disdette di tessere sindacali contratte con la Trimurti sindacale: sarebbe l’azione migliore per impedire altri danni futuri.

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CGIL-CISL e UIL con Regione Lombardia arrancano e provano a correre ai ripari dopo aver sottoscritto un accordo “a loro insaputa” nel quale veniva accollata ai lavoratori del comparto sanità anche la tassa IRAP che è, al contrario, CARICO DEL DATORE DI LAVORO.

Come il chirurgo che per una svista amputa la gamba sana !

A seguito della denuncia di  CONFSAL-FIALS, che ha messo in evidenza questa oscenità, CGIL-CISL e UIL ovvero la Trimurti,  si è precipitata dal padrone regionale per concordare una soluzione che lo favorisse e che è peggiore della “SVISTA” !

Infatti, per mantenere rapporti “privilegiati, ma di bassa lega con la regione ”, il sodalizio ha proclamato, apertis verbis, che le quote RAR non sarebbero diminuite rispetto all’anno precedente a motivo della vessazione fiscale irap, poiché i sodali hanno concordato, in “corner” ed ai tempi supplementari, che la VESSAZIONE IRAP (TASSA A CARICO DEL PADRONE) è stata brillantemente superata utilizzando ben 28 milioni di euro messi a disposizione per fronteggiare la svista.

Ventotto (28!!!!) MILIONI DI EURO che dovevano essere aggiunti alla premialità dei lavoratori del comparto nei prossimi due mesi!!!

Mandate la Trimurti a quel paese, revocate le tessere ! E’ il segnale migliore e più incisivo!

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Il riconoscimento fino a 1.250 euro per gli “eroi del coronavirus” è stato confermato in extremis grazie a 30 milioni previsti dal provvedimento del governo. I sindacati avevano scoperto dalla delibera del 9 giugno che la cifra stanziata dalla Regione era al lordo di “oneri riflessi” e Irap: soldi che il datore di lavoro trattiene dalla busta paga. “Non avevano calcolato che per garantire quel lordo servivano risorse aggiuntive”.

La Regione Lombardia aveva sbagliato i conti sul premio agli infermieri che sono stati in prima linea nelle settimane dell’emergenza coronavirus. E alla fine è stata l’iniezione di risorse prevista dal decreto Rilancio del governo a salvare il tavolo con i sindacati sul bonus fino a 1.250 euro lordi promesso dal presidente Attilio Fontana e dall’assessore al Welfare Giulio Gallera. Poco più di 31 milioni che venerdì pomeriggio hanno permesso alla direzione generale Welfare di chiudere in extremis la partita dopo giorni di altissima tensione. Perché, leggendo la delibera 3225 approvata il 9 giugno, le sigle di categoria avevano scoperto un buco che avrebbe dimezzato la cifra netta destinata ad arrivare nelle tasche degli “eroi del Covid” a fine mese: al netto dell’Irpef dovuta, il resto se ne sarebbe andato tra oneri riflessi Irap trattenuti in busta paga. Una beffa, con l’accordo firmato il 26 maggio da Fp CgilFp CislUil Pfl .

Per capire come è nata la svista sindacale bisogna tornare indietro di qualche settimana. Il 22 maggio era stato lo stesso governatore Fontana ad annunciare su Facebook lo stanziamento, con la legge regionale 9 del 4 maggio 2020, di 223 milioni complessivi per “gli incentivi e il bonus per lo straordinario lavoro compiuto durante l’emergenza Covid” da “medici, infermieri e operatori sanitari”. Per gli infermieri la Regione aveva messo a disposizione 82 milioni. Quattro giorni dopo i sindacati di categoria, con cui il confronto era iniziato già a fine marzo nel pieno dell’emergenza, avrebbero firmato l’accordo con dirigenti regionali e direttori delle Asst.

E infatti nella delibera del 9 giugno si legge che le risorse stanziate sono “comprensive di oneri e Irap“. Giovedì, dopo le prime critiche arrivate da alcuni consiglieri regionali del Pd, l’assessore al Welfare Gallera si è detto stupito per la “strumentalizzazione politica” e ha sostenuto che “le modalità di erogazione del ‘bonus’ a medici e infermieri sono sempre state chiare, trasparenti e condivise“. Vanoli smentisce: “L’accordo del 26 maggio non era questo: noi abbiamo firmato per distribuire ai lavoratori l’intera cifra prevista”.

Per non perdere la faccia occorreva uno stanziamento aggiuntivo. Per fortuna, ….si fa per dire… di Fontana, nel frattempo è entrato in vigore il decreto Rilancio che all’articolo 2 mette a disposizione 430,9 milioni in più per remunerare il lavoro straordinario del personale del comparto sanità. Di quei soldi, 31,6 milioni spettano alla Lombardia.
Che, come si legge nel nuovo accordo sindacale, ne userà 28 per rimpinguare i fondi regionali e uscire dall’impasse.

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Ancora sulla PREMIALITA’ COVID (Legge Regionale n. 9 del 4 maggio) NON C’È LIMITE ALLA PRESA IN GIRO!!!

Il giorno 8 Giugno in giunta di Regione Lombardia è stata deliberata la DGR n. XI/3225: una scelta impopolare fuori da ogni logica da parte di regione. 

Mai vista prima… Naturalmente con il benestare della “banda bassotti” CGIL, CISL e UIL che ha firmato tale accordo.
State un po’ a sentire: ogni importo è da considerarsi al lordo degli oneri a carico dell’ente di appartenenza, in sostanza dopo che nella busta paga i singoli datori di lavoro recupereranno il valore degli oneri previdenziali ed assistenziali oltre ad IRAP che normalmente risultano a loro carico, l’importo alleggerito dovrà essere poi nuovamente tassato per la quota a carico del dipendente a cui occorre evidentemente sottrarre la quota IRPEF nello scaglio di appartenenza. 
In sostanza viene lasciato veramente poco in busta che, se ripartito per ogni giorno passato in trincea a combattere…, risulta un vero insulto alla professionalità ed alla dedizione oltre che al rischio che in alcuni casi è risultato fatale. Sostenuto dai veri eroi dell’emergenza. 
Per cui la quota di 1.250 euro (nel caso di una categoria D-Ds collocata nella fascia A del comparto) in favore del dipendente arriva a 917,23 euro a cui occorre poi trattenere gli oneri a carico del dipendente 11,70%. L’importo conseguentemente scende a 821,16 euro ed a questo punto viene trattenuto il 30% medio dell’IRPEF, arrivando così a poco più di 600 euro rispetto ai 1.250 euro iniziali, che diviso per i “tre mesi di guerra”, corrisponde a SOLI 7 euro al giorno.
Una VERGOGNA INENARRABILE!!!!! Altro che FIALS VOCE FUORI DAL CORO….AVEVAMO VISTO LUNGO…!!!

 

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