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Il padrone

26 Gennaio 2020   Notizie
 

Una semplice introspezione al mondo del lavoro ed alla società.

Il padrone rivendica e pratica il dominio sugli altri e sulla realtà perché li considera una proprietà, una cosa mia, come si dice, e può, secondo lui, usarne secondo la sua volontà.

Le varianti della mentalità padronale sono tante, così come i metodi che usa; ciò che non cambia è la sostanza: siccome sono io il padrone, rivendico una sovranità assoluta su di te.

Il padrone si ritiene un sovrano e di fronte a lui cadono i diritti degli altri e si ritiene nel giusto se opprime il prossimo.

Egli si pone infatti, come la fonte del diritto, come origine di quello che è bene e quello che è male, di ciò che va fatto oppure  evitato, di ciò che è giusto oppure ingiusto.

Il padrone gode di una libertà arbitraria e capricciosa, che pone se stessa a fondamento e giudice della verità. Il rifiuto di queste verità è interpretato da lui come un delitto di lesa maestà.

E’ una libertà passionale, schiava degli impulsi più arcaici, prigioniera dell’egocentrismo assolutizzato.

Il padrone non accetta limiti alla sua autoaffermazione sugli altri, i limiti gli fanno ombra, minacciano la sovranità, vanno annientati, bon gré, mal gré !

La libertà del padrone non si sogna neppure lontanamente di rispettare il pensiero degli altri, l’autonomia del prossimo, egli non ammette che esclusivamente in suo pensiero unico.
Cerca di imporre le sue verità, elevate a verità, ora con la manipolazione, ora con brutalità.
Guai a chi oppone a lui qualche se o qualche ma.

Una grande preoccupazione del padrone è la libertà dell’altro: l’altro dovrà sempre dipendere da lui ed è pronto a ricattarlo ed avventarsi contro l’altro con un odio implacabile per demolirlo umanamente davanti a tutti.

Il padrone dispone anche della vita degli altri: la perversione manageriale è solo una variante: quello che per lui conta è che tutti dipendano da lui, cioè che lui sia il padrone della loro vita.

La  logica del padrone arriva a decidere la sopravvivenza stessa di qualcuno. Egli vuole sperimentare che almeno la vita di uno solo degli altri è sospesa alla sua volontà : questo pensiero gli fa provare una sorta di orgasmo psichico.

Per lui questo orgasmo è la prova delle prove della sua sovranità e ritiene la sua libertà sconfinata tanto da accedere alle radici stesse dell’esistenza degli altri. Non dimentichiamo che ci sono tantI modi per uccidere, non c’è solo il colpo di pistola.

Egli si sente, in definitiva una divinità. Accade ai padroni di ogni tempo, ma la semenza è nascosta nel loro cuore.