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La legge prevale sulla rozzezza dei modi e sulla sottocultura sindacale

9 Maggio 2017   Comunicati
 

Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato dal sindacato Fials aderente Confsal di Lodi e Milano che ha contestato la condotta antisindacale a carico rispettivamente dell’ Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano (ATS) e dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi (ASST Lodi) poiché nel trasferimento del personale non hanno applicato l’art. 31 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

I trasferimenti iniziati nel mese di gennaio 2016, in tutta la Lombardia, a seguito della Legge di riforma sanitaria n. 23, voluta dalla giunta Maroni, sono stati imposti quasi ovunque senza il coinvolgimento diretto delle organizzazioni sindacali territoriali. Da qui è scattata la procedura prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori a tutela del sindacato ed indirettamente dei lavoratori.

I trasferimenti infatti si sono rivelati per fatti concludenti atti di imperio sconvenienti e sconsiderati che non hanno permesso ai sindacati ed alle rsu aziendali di confrontarsi con le diverse aziende sanitarie e agenzie della salute per tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori, come invece previsto dall’art.31 della legge sul pubblico impiego mutuato, per la verità, dall’impiego privato che lo applica dal 1970.

Procedura di una cultura ottocentesca che ha travalicato la legge dello Stato e colpito i lavoratori nei loro interessi economici e normativi.

Con questo DECRETO si apre ora un dibattito a livello regionale sulle responsabilità delle aziende sanitarie e contemporaneamente rispetto alle direttive aggressive imposte dalla legge di riforma n. 23 riguardanti il personale dipendente.

Ora si dovrà concretamente avviare la procedura prevista dalla Legge, al di là del fatto che i trasferimenti non sono stati revocati, né potevano esserlo ( su questo tema potrà essere avviato un altro ricorso al Giudice da parte dei singoli lavoratori), ma i sindacati avranno finalmente la possibilità di ridiscutere dei trasferimenti con il supporto della Legge chiamando in causa le agenzie e le aziende sanitarie e trovare comunque, a seguito di una procedura codificata dalla Legge, quell’unità sindacale indispensabile per andare al confronto con le aziende: confronto che auspichiamo preceduto da una mobilitazione permanente dei lavoratori della sanità in tutta la Lombardia.

Se i Sindacati non sapranno approfittare del varco aperto con questa mirabile sentenza (peraltro ampiamente condivisa in passato dalla stessa Suprema Corte di Cassazione), cioè se i Sindacati non vorranno indire la mobilitazione prima e durante il confronto – allo scopo concreto di ottenere soluzioni di protezione ed aiuto per i lavoratori di queste aziende sanitarie, si assumeranno una gravissima quanto scoperta responsabilità politica e morale confermandosi, se così succedesse, supporters della politica regionale in tema di sanità.

L’occasione è importante per capire chi starà da una parte e chi dall’altra.

Fials aderente Confsal ringrazia lo Studio Legale del prof. Franco Scarpelli in Milano per la professionalità comprovata in un ricorso di grande interesse ai fini della riabilitazione dei diritti sindacali.

Fials aderente Confsal ha sempre avuto piena fiducia nella Magistratura Milanese che anche in questa occasione ha governato la Legge con Giustizia.

9 maggio 2017.